Presentato alla 74° edizione del Cinema di Venezia, “Veleno” di Diego Olivares è un lungometraggio a sfondo sociale tratto da una storia vera. Con un tema tanto delicato quanto latente, Olivares, al suo secondo film dopo “I cinghiali di Portici” (2006), riesce a catturare svariati aspetti e sfumature che restituiscono la vita nella cosiddetta Terra Dei Fuochi. Il film è la storia di Cosimo e Rosaria, una coppia talmente legata alla propria terra che, nonostante i soprusi della camorra e le sue discariche abusive, non rinuncia al sogno di costruire una famiglia.

Veleno_MassimilianoGallo-2Il veleno è una sostanza che lentamente e silenziosamente demolisce: in questo caso la distruzione non è solo quella della vegetazione: si tratta di un veleno che corrode le anime, i rapporti e i valori. Luisa Ranieri (Rosaria), Massimiliano Gallo (Cosimo) e l’intero cast riescono nei loro intenti. Le loro interpretazioni rendono il film godibile ma nello stesso tempo di gande impatto emotivo. Nel cast anche Nando Paone che non delude assolutamente le aspettative, nonostante la serietà del suo personaggio, decisamente distante dai tratti comici a cui ci hanno abituati i suoi personaggi. Nonostante l’apparente pesantezza del tema trattato, la pellicola scuote gli animi e punta i riflettori su una terra certo stanca ma che nello stesso tempo reagisce al male, una terra dunque viva.

Dalle scelte che ognuno fa dipendono delle conseguenze” dice il regista. L’appello rivolto non solo alla gente, ma anche alle istituzioni (completamente assenti nel film, come a sottolineare ciò che avviene anche nella realtà). Ogni personaggio durante la storia ha compiuto una scelta: c’è chi ha combattuto, chi ha combattuto contro se stesso, chi ha rinunciato, chi è rimasto indifferente, chi è andato via. A proiezione conclusa, allo spettatore non resta altro che chiedersi “E io che posso fare?”

Gisa Maiello

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