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	<title>mastercinematv.it &#187; Mara Forte</title>
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		<title>ANDREA GARELLO: ECCO LE REGOLE PER UNA BUONA SCENEGGIATURA</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 22:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mara Forte]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ancora una volta Andrea Garello, noto sceneggiatore, appassiona gli allievi di MCT con una delle sue lezioni di scrittura cinematografica e televisiva; il docente si è concentrato in particolare sui tre atti che normalmente costituiscono la sceneggiatura, soffermandosi in particolar modo sul secondo atto che, a suo dire, è il più complesso. &#8220;In una sceneggiatura [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ancora una volta Andrea Garello, noto sceneggiatore, appassiona gli allievi di MCT con una delle sue lezioni di scrittura cinematografica e televisiva; il docente si è concentrato in particolare sui tre atti che normalmente costituiscono la sceneggiatura, soffermandosi in particolar modo sul secondo atto che, a suo dire, è il più complesso.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-3867" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2016/01/garello-3-300x167.jpg" alt="garello 3" width="300" height="167" />&#8220;In una sceneggiatura spesso puntiamo tutto sul plot iniziale &#8211; spiega  Garello-  dimenticandoci del tema centrale, di ciò  di cui realmente vogliamo parlare, e ce ne ricordiamo solo nel terzo atto;  questa però è una cosa sbagliatissima, perché in realtà la terza parte di una sceneggiatura dev&#8217;essere solo il risultato delle basi del primo e del secondo atto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle prime scene, solitamente , si estende  lo sviluppo dell&#8217;azione e avviene la presentazione dei personaggi facendo uscire il loro carattere e le reazioni che essi hanno difronte agli avvenimenti che si susseguono.<br />
Elemento importantissimo è la continuità delle scene di una sceneggiatura di cui,punto di forza,  è sicuramente l&#8217;immagine. Queste ultime, infatti, devono creare un flusso omogeneo in cui ogni scena deve essere collegata a quella successiva.<br />
&#8220;Spesso &#8211;  continua lo sceneggiatore &#8211; è proprio questa la vera difficoltà: se un film ha una vasta scala di temi è più facile mantenere l&#8217;attenzione degli spettatori, ma se il tema diventa uno solo, bisogna trovare scene abbastanza interessanti e perfettamente collegate tra loro che girino sempre attorno allo stesso argomento, e possano comunque catturare l&#8217;interesse di chi guarda&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per mantenere vivo il racconto può essere interessante anche inserire un &#8220;dark moment&#8221;, (dove i personaggi sono in difficoltà e tutto sembra perduto), <img class="alignright size-medium wp-image-3861" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2016/01/garello-1-300x165.jpg" alt="garello 1" width="300" height="165" />oppure il &#8220;muro&#8221;, (ostacoli che i personaggi cercano di superare nel corso della narrazione). Un consiglio utilissimo suggerito da Garello a tutti gli aspiranti sceneggiatori è dell&#8217;inserimento della &#8220;scena madre&#8221; all&#8217;inizio del secondo atto perchè ricca di carica emotiva ( ad es. i faccia a faccia). &#8220;Non bisogna però rischiare di caricare una sceneggiatura di troppe scene madri  perchè, spiega ironizzando: la scena madre è come la panna sulla torta metterne poca non dà sfizio ma il metterne troppa rovina il dolce.<br />
E così, dopo aver  spiegato ai masteristi quelli che sono gli elementi fondamentali per chi vuol fare questo mestiere esclama: &#8220;ricordate che anche se le regole sono importanti molto spesso questo mestiere si impara praticandolo e talvolta anche sbagliando ma è anche questo il bello&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Con Gianfranco Pannone, esercizi di documentario</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 10:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mara Forte]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Come scrivere un&#8217;idea per un documentario? Chiediamolo direttamente a Gianfranco Pannone, affezionato docente di MCT del Suor Orsola Benincasa. &#8220;Lancio spesso questa sfida agli allievi&#8221; &#8211; così introduce la lezione il regista napoletano &#8211; &#8220;Raccontare quello che è inanimato e fermo, anche i muri devono avere un significato!&#8221; Come ben possiamo immaginare, il documentario è [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft wp-image-3551" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2016/01/gp-300x300.jpg" alt="gp" width="200" height="200" /><strong>Come scrivere un&#8217;idea per un documentario?</strong><br />
Chiediamolo direttamente a Gianfranco Pannone, affezionato docente di MCT del Suor Orsola Benincasa.<br />
&#8220;Lancio spesso questa sfida agli allievi&#8221; &#8211; così introduce la lezione il regista napoletano &#8211; &#8220;Raccontare quello che è inanimato e fermo, anche i muri devono avere un significato!&#8221;<br />
Come ben possiamo immaginare, il documentario è un genere televisivo molto particolare, in cui gli elementi narrativi ed espressivi sono colti dalla realtà e non costruiti artificiosamente come avviene nella finzione.</p>
<p>Tutto è basato sulla visione soggettiva del regista rispetto all&#8217;argomento di cui tratterà l&#8217;audiovisivo. La caratteristica forse più bizzara è proprio quella di non avere la certezza, se non la sola probabilità, di quello che sta per accadere, a differenza degli altri generi in cui la narrazione è costruita a priori.<br />
&#8220;Bisogna innanzitutto eseguire il sopralluogo&#8221; &#8211; continua Pannone &#8211; &#8220;Dopodiché, la cosa migliore è scrivere un soggetto e una nota di regia in cui si descrive, in maniera chiara, l&#8217;approccio visivo che si vuole adottare rispetto alla materia del reale.&#8221;</p>
<p><strong>Ma davvero il documentario non segue un copione scritto?</strong> Forse una minima costruzione dei fatti esiste, ma poiché i nostri protagonisti sono testimoni, e non attori, nulla deve sembrare surreale. Il docente tende spesso a precisare la particolarità di questo genere, dove ogni piccolo dettaglio deve essere curato al meglio, perfino il suono dei passi o il rumore di un oggetto, devono sembrare verosimili. Inoltre, per costruire il proprio racconto e renderlo in un certo senso personalizzato, il regista deve tenere conto delle scelte espressive, come la limitazione del campo visivo, le inquadrature, le riprese e il montaggio, così da differenziare un documentario da un altro.</p>
<p>Alla fine della lezione Pannone invita i suoi allievi ad un esercitazione molto simpatica: girare un documentario nelle variegate location del Suor Orsola Benincasa.</p>
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		<title>GESUALDO VERCIO: VI SPIEGO LA TV &#8220;FACTUAL&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2015 16:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mara Forte]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Chi, meglio di Gesualdo Vercio, Programming Manager della rete televisiva “Real Time” e docente del Master di Cinema e Televisione, può raccontare quello spicchio di pura realtà che fuoriesce dal mezzo televisivo? Per la sua prima lezione, il docente si  concentra sulla differenza tra &#8220;scripted&#8221;, ovvero il mondo della fiction e &#8220;unscripted&#8221;, tutto ciò che non [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Chi, meglio di Gesualdo Vercio, Programming Manager della rete televisiva “Real Time” e docente del Master di Cinema e Televisione, può raccontare quello spicchio di pura realtà che fuoriesce dal mezzo televisivo? Per la sua prima lezione, il docente si  concentra sulla differenza tra &#8220;scripted&#8221;, ovvero il mondo della fiction e &#8220;unscripted&#8221;, tutto ciò che non è fiction.</p>
<p><a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_3744.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3411" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_3744-300x200.jpg" alt="Vercio a MCT 1" width="300" height="200" /></a>Racconta la sua esperienza con &#8220;Discovery&#8221;, emittente televisiva internazionale distribuita in diversi paesi nel mondo (posizionata al 3°posto nella classifica dei Broadcaster), la quale possiede ben quattordici canali. Tra i più noti ricordiamo Real Time, Focus, Giallo, DMAX, RADIO DEEJAY, Living, tutti incentrati sul racconto del reale. Il docente si concentra particolarmente sulle tematiche di &#8220;Real Time&#8221;, tutte molto vicine al mondo della donna come i temi wedding, familiari, tutorial, lifestyle, entertainment o comunque storytelling.</p>
<p>Nel genere &#8220;factual&#8221;, sottolinea Vercio, la figura dell&#8217;autore è fondamentale sia per la scelta dei personaggi giusti le cui storie è interessante raccontare e sia la scrittura delle sceneggiature relative a queste stesse storie che, pur essendo reali, hanno bisogno di essere riscritte per il grande pubblico.</p>
<p>E&#8217; fondamentale, inoltre, ragionare anche sulla programmazione, inserire determinati programmi in determinate fasce orarie e stabilire il proprio target per ogni canale. Ad esempio, tra quelli sopra citati, &#8220;RADIO DEEJAY &#8211; afferma Vercio &#8211; Si colloca al centro della programmazione perchè ha un vasto target, FOCUS E DMAX si avvicinano più ad un pubblico giovanile maschile, REAL TIME E LIVING ad un vasto pubblico femminile e GIALLO interessa ad un pubblico principalmente old&#8221;.</p>
<p>La lezione si è conclusa, poi, con una panoramica sul passaggio dalla tv analogica a quella digitale, dai cosiddetti canali &#8220;storici&#8221; fino alla ben nota piattaforma interattiva di Sky, e, in questa trasformazione Real Time, uno dei canali di questa piattaforma, simboleggia proprio questo passaggio in quanto primo canale digitale sul digitale terrestre.</p>
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		<title>Le Iene si raccontano agli allievi del Master</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2015 20:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mara Forte]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sabrina Nobile e Alessandra Frigo, rispettivamente inviata e autrice de Le Iene nonchè docenti del nuovo Master di Cinema e Televisione dell&#8217;Università Suor Orsola Benincasa, raccontano i segreti e i retroscena del programma &#8220;Le Iene&#8221;. E&#8217; evidente che ciò che ha reso questo format televisivo di così grande successo è l&#8217;innovazione nel modo di impostare le [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/12/sabrina-nobile-iena.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3316" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/12/sabrina-nobile-iena.jpg" alt="sabrina nobile iena" width="200" height="300" /></a>Sabrina Nobile e Alessandra Frigo, rispettivamente inviata e autrice de Le Iene nonchè docenti del nuovo Master di Cinema e Televisione dell&#8217;Università Suor Orsola Benincasa, raccontano i segreti e i retroscena del programma <em>&#8220;Le Iene&#8221;. </em>E&#8217; evidente che ciò che ha<em> </em>reso questo format televisivo di così grande successo è l&#8217;innovazione nel modo di impostare le interviste; queste ultime infatti sono alleggerite dal linguaggio giornalistico tradizionale grazie ad un montaggio dinamico e vivace in grado di mantenere sempre alta l&#8217;attenzione  di un pubblico eterogeneo. Anche il tipo di lavoro autorale che viene svolto per la trasmissione è diverso da quello che per consuetudine viene svolto per altri programmi, e a tal proposito spiega la Nobile: &#8220;si parte sempre da un&#8217;idea per poi rendersi conto della possibilità di realizzarla, individuando i mezzi più economici possibili e la &#8216;iena&#8217; più adatta al servizio.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unicità ed il successo di questo prodotto televisivo sta anche nella diversità caratteriale e comportamentale degli inviati: &#8220;ogni Iena &#8211; racconta la docente- è diversa dall&#8217;altra e porta se stessa in ciò che fa e dice. C&#8217;è chi  è più predisposto a realizzare un servizio ironico e sarcastico e chi invece è più adatto a quelli di politica e di inchiesta. A tal proposito &#8211; interviene Alessandra Frigo- a quelli che si chiedono se Enrico Lucci sia così sopra le righe anche nella vita reale io non posso che  rispondere di si. Enrico &#8211; prosegue l&#8217;autrice- ha una personalità esuberante e lo si percepisce stando con lui nella sua quotidianità ed è  quindi il classico esempio di come i nostri inviati portino sé stessi nel proprio lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/12/sabrina-nobile.jpg"><img class="alignright wp-image-3325 size-medium" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/12/sabrina-nobile-300x174.jpg" alt="sabrina nobile" width="300" height="174" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come tutti i lavori però anche quello da Iena ha le sue difficoltà: &#8221; molto spesso &#8211; sottolinea la Nobile-  ci troviamo ad avere a che fare con uffici legali, richieste di rettifica e minacce di querele; è importantissimo dunque che chi si rivolge a noi per segnalarci qualcosa lo faccia sempre con coscienza e che le cose che ci raccontano rispecchino la verità, altrimenti possono esserci conseguenze negative&#8221;. Ogni Iena infatti &#8211; prosegue la docente-  ha un proprio avvocato con cui, prima della messa in onda del servizio, unitamente all&#8217;autore,  ci si consulta per eventualmente decidere di scartare del materiale considerato &#8220;sospetto&#8221;. Talvolta &#8211; conclude- è necessario cambiare i nomi delle persone e dei luoghi reali  dei servizi che vengono girati con telecamere nascoste, dalle quali possono uscire cose troppo forti da punto di vista televisivo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Che il mondo delle Iene fosse ricco di sfaccettature era prevedibile ,d&#8217;altronde nessun  programma televisivo, soprattutto oggi che con internet e la pay tv c&#8217;è sempre più possibilità di scelta, riesce a durare così a lungo e a mantenere lo stesso successo di pubblico se alle spalle non vi è un team che lavora con impegno ed intelligenza anche esponendosi, come nel caso degli invitati, in prima persona per garantire agli spettatori un prodotto stimolante e di alta qualità.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Andrea Garello, lezioni di sceneggiatura al Master</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2015 13:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mara Forte]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;La scrittura è una maratona fatta solo di volontà. Raccontare le mie storie agli altri è la cosa più intelligente che abbia scelto di fare nella mia vita&#8221;. Così si racconta Andrea Garello, sceneggiatore del fortunato film &#8220;Smetto quando voglio&#8221; (2014) e docente di sceneggiatura del neonato Master di Cinema e Televisione dell&#8217;Università Suor Orsola [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;La scrittura è una maratona fatta solo di volontà. Raccontare le mie storie agli altri è la cosa più intelligente che abbia scelto di fare nella mia vita&#8221;. Così si racconta Andrea Garello, sceneggiatore del fortunato film &#8220;Smetto quando voglio&#8221; (2014) e docente di sceneggiatura del neonato Master di Cinema e Televisione dell&#8217;Università Suor Orsola Benincasa. La prima lezione è servita come un piattino d&#8217;oro colmo di tecniche e storie preziose per gli studenti del master. &#8220;Cominciai a scrivere racconti che facevo leggere solo alla mia fidanzata e a mia madre &#8211; si racconta Garello -. In seguito a una delusione d&#8217;amore, decisi di iniziare un romanzo. In realtà non ho deciso io di scrivere, era l&#8217;unica cosa che sapevo fare, la vita decide per noi più di quanto siamo disposti ad ammettere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/11/Garello-x-sito.jpg"><img class="alignleft wp-image-2932 size-medium" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/11/Garello-x-sito-300x167.jpg" alt="Garello x sito" width="300" height="167" /></a>Dopo due anni di apprendimento alla &#8220;Scuola Holden&#8221; di Torino, Garello scrive un altro romanzo e avvia una promettente carriera di sceneggiatore scrivendo per molti generi: family, sitcom, crime, soap opera, cartoni animati e altri ancora. Ora afferma che la scrittura è un mondo molto più complesso di quello che sembra, dove la passione conta più di tanti altri aspetti: &#8220;Parti con l&#8217;idea di essere autore, ma poi ti ritrovi a scrivere su idee di altri, e alla fine ti accorgi che sei un po&#8217; mercenario: è per chi ti paga che ti viene più voglia di scrivere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è un&#8217;urgenza narrativa? &#8220;Esistono due categorie di persone &#8211; spiega Garello &#8211; quelli che vivono la vita e quelli che la sognano. Gli sceneggiatori appartengono senz&#8217;altro alla seconda categoria. L&#8217;importante è scrivere cose connesse intimamente a voi stessi. Una buona sceneggiatura parte dal raccontare cose che abbiamo visto o che conosciamo&#8221;. E ancora, &#8220;Il cinema o la tv devono raccontare qualcosa, nelle anime dei personaggi, in cui sia l&#8217;autore sia il pubblico possano riconoscersi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Garello sostiene che la scrittura sia un modo per criticarsi, mettersi in discussione, cose che solo le persone insicure possono capire perché hanno tanto materiale &#8220;problematico&#8221; da offrire. &#8220;Più te menano &#8211; dice con dichiarato accento romano &#8211; più sei creativo&#8221;. Un esempio? Lo scrittore americano Raymond Chandler, &#8220;un disadattato che vedeva le donne come qualcosa di misterioso e irraggiungibile: è partendo da questa sua cosciente visione che diede vita alle celebri &#8216;dark lady&#8217; dei suoi scritti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Una conclusione ideale per la sua lezione? &#8220;E&#8217; importante che in un film ci sia un grande lavoro di squadra. Tutti i componenti del cast tecnico e artistico devono funzionare coordinati come ingranaggi di un orologio. Il regista? Deve saper essere un gran mattacchione. Quanto a noi sceneggiatori, dobbiamo illudere i produttori di venir sempre incontro alle loro aspettative. Ma poi possiamo infiltrare, quasi mascherato dalla trama del film, un &#8216;tema&#8217; che nessuno si aspetta. Ed è proprio quest&#8217;ultimo la nostra firma nel film&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mastercinematv.it/andrea-garello-master-mct/">Andrea Garello, lezioni di sceneggiatura al Master</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.mastercinematv.it">mastercinematv.it</a>.</p>
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