L’adattamento del nuovo romanzo di non-fiction scritto da Gay Talese, prodotto da Spielberg, in collaborazione con la Dreamworks, non vedrà mai la luce. The Voyeur’s Motel avrebbe dovuto raccontare la storia di Gerald Foos, proprietario di un albergo la cui architettura permetteva di spiare le camere da letto dei clienti. Il feticismo di Foos sarebbe diventato in seguito causa del suo coinvolgimento come testimone oculare in un – a oggi solo presunto – caso di omicidio. Nessuno sembrava sapere, però, che era in atto la realizzazione di un documentario a cui stavano lavorando già da tempo Myles Kand e Josh Koury.

“Nessuno – ha dichiarato il regista al magazine online Deadline – aveva parlato né a me né alla Dreamworks del documentario; e dire che lo stavano realizzando in concomitanza… Ci sono tante cose in cui un documentario può essere più indicato rispetto a un film, e questo è uno di quei casi”.

L’abbandono del progetto filmico giunge in coda a una serie di tribolazioni; infatti il Washington Post aveva mosso pesanti accuse di inattendibilità nei confronti del racconto – alla base del libro – fornito da Foos a Talese per il New Yorker, corroborando il tutto attraverso una raccolta di dati cronologici che, almeno apparentemente, metteva in dubbio l’intera ricostruzione dell’omicidio fatta da Foos. L’inchiesta del Post aveva spinto Talese a definire inizialmente “nulla” la credibilità del suo stesso articolo, salvo poi ritrattare. Il resto è storia recente.
Nonostante questo, sembrerebbe che il documentario “Gay Talese and the Voyeur” sia in fase di post-produzione e dovrebbe essere presentato il prossimo anno.

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