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	<title>mastercinematv.it &#187; Martina Pace</title>
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		<title>Al City film festival il volto nascosto dell&#8217;Istituto Francese di Napoli</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 15:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pace]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In questo novembre 2014 la prima edizione del City Film Festival ha avuto come protagonista la passione per il cinema documentario. Tra le diverse pellicole spicca il film diretto da Gianluca Loffredo intitolato Il console e il custode, uno dei film prodotti dal City film festival – spiega la direttrice artistica Silvia Angrisani –. E&#8217; inserito in [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questo novembre 2014 la prima edizione del City Film Festival ha avuto come protagonista la passione per il cinema documentario. Tra le diverse pellicole spicca il film diretto da Gianluca Loffredo intitolato <em>Il console e il custode</em>, uno dei film prodotti dal City film festival – spiega la direttrice artistica Silvia Angrisani –. E&#8217; inserito in una selezione specifica chiamata In Residenza, perché ambientato in un noto luogo di Napoli: l’Institut Francais di Napoli, ossia il palazzo Grenoble, a cui il film è dedicato”.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-624" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2014/11/1939801_1517311538523991_5713806237608482291_n-300x187.jpg" alt="1939801_1517311538523991_5713806237608482291_n" width="300" height="187" />  Il giovane regista Gianluca Loffredo offre un’ampia panoramica della vita quotidiana del famoso palazzo Grenoble di Napoli, alternando il punto di vista del console Christian Thimonier, che ha nel palazzo la propria sede ufficiale, a quello della custode del palazzo, che a sua volta ha ereditato questo  lavoro da suo padre. Il film da un lato mostra al pubblico una serie di luoghi del Grenoble seguendo un percorso che inizia in via Crispi (dove è collocato istituto), passa per l’ingresso, per il giardino e per gli uffici. Dall’ altro lato il documentario pone l’accento su una nuova visione dell’istituto, inteso come luogo non solo di cultura, ma, come spiega il regista: “una sintesi creativa di organizzazione francese e d’improvvisazione napoletana”. Obiettivo di Loffredo è, infatti, quello di offrire una prospettiva sull’istituto, un nuovo sguardo che si può intuire &#8211; come egli stesso afferma &#8211; &#8220;solo vivendo la vita quotidiana del palazzo, così da accorgersi che qui al lavoro non ci sono solo cultura e istituzioni, ma soprattutto persone con il proprio modo di comunicare e di interpretare il proprio lavoro”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pubblico sembra aver colto il desiderio del regista, apprezzandone non solo la qualità artistica, ma soprattutto lo sforzo di conoscere &#8211; come ha spiegato Loffredo &#8211; il palazzo &#8220;da dentro&#8221;, mostrando, con un montaggio alternato, le diverse opinioni del console e della custode, uniti non solo nel lavoro ma soprattutto dal desiderio di creare un luogo che simboleggi la cultura e, al contempo, sia per i napoletani una “maison”, una casa con un ambiente familiare.</p>
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<h5>Fotografie:</h5>
<h5>https://www.facebook.com/cityfilmfestival</h5>
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		<title>Oscar 2015: vi presento i vincitori!</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 14:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pace]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il momento più atteso dell’anno per tutti gli appassionati di cinema è arrivato: il 22 febbraio 2015 al Dolby Theatre di Los Angeles si è tenuta l’87° edizione della notte degli Oscar condotta dall’attore Neil Patrick Harris (noto attore della serie tv “How I Met Your Mother” e del recente film candidato premio Oscar, “L’amore [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il momento più atteso dell’anno per tutti gli appassionati di cinema è arrivato: il 22 febbraio 2015 al Dolby Theatre di Los Angeles si è tenuta l’87° edizione della notte degli Oscar condotta dall’attore <strong>Neil Patrick Harris</strong> (noto attore della serie tv “How I Met Your Mother” e del recente film candidato premio Oscar, “<em>L’amore Bugiardo”</em>).</p>
<p style="text-align: justify">La serata si è svolta senza particolari colpi di scena o momenti imbarazzanti, ma sicuramente le emozioni dei vincitori sono state i baluardi dell’intera premiazione. Vincente il regista messicano <strong>Alejandro Gonzàles Iñarritu </strong>che si è portato a casa i riconoscimenti più importanti: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior fotografia per l’acclamatissimo <em>“Birdman”</em> che ha spazzato via gli altri validi candidati, declassando anche il quotatissimo “<em>Boyhood”</em> di <strong>Richard Linklater</strong> che invece ha ricevuto una sola statuetta per Patricia Arquette come miglior attrice non protagonista. Amara delusione anche per l’attesissimo “Selma” che si è accontentato del premio Oscar miglior canzone con <em>“Glory”</em> cantata nel corso della serata da JhonLegend e dal rapper Common emozionando l’intero Dolby Theatre di Los Angeles<a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/03/gal_oscar_winners-620x414.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-970" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/03/gal_oscar_winners-620x414-300x200.jpg" alt="gal_oscar_winners-620x414" width="300" height="200" /></a>e e  per “<em>American Sniper” </em>che,  nonostante      abbia   sbancato il botteghino e le sei nomination, si è dovuto accontentare di una sola  statuetta come miglior montaggio sonoro lasciando il regista Clint Eastwood con un Oscar di Lego. Seppur non particolarmente sorprendente la serata ha regalato forti emozioni e soprattutto meriti a <strong>Julianne Moore</strong> che si è aggiudicata la statuetta come miglior attrice protagonista per il film <em>“Still Alice”</em> e per <strong>Eddie Redmayne</strong> premio Oscar come miglior attore protagonista per la formidabile interpretazione del fisico Stephen Hawking nel biopic “<em>La teoria del tutto”.</em> Contrariamente alle aspettative, anche il film “<em>Grand Budapest Hotel” </em>di <strong>Wes Anderson</strong> ha raccolto solo quattro premi tecnici: miglior trucco, miglior colonna sonora, miglior scenografia e infine miglior costume valorizzando ancora una volta la nostra bandiera tricolore, donando all’italiana <strong>Milena Canonero</strong> il suo quarto Oscar. A sorpresa invece, “<em>Whiplash”</em>, seppur favorito come film per i premi “minori”, è riuscito a portarsi a casa tre statuette: miglior montaggio, miglior sonoro e infine il premio miglior attore non protagonista per <strong>J. K. Simmons</strong>.   La premiazione, seppur non memorabile nella storia dei premi Oscar, sarà ricordata per i grandi discorsi dei vincitori; a cominciare dall’appello di Patricia Arquette sui diritti delle donne e sulla parità tra i sessi coinvolgendo particolarmente Meryl Streep e Jennifer Lopez, a cui è seguito il discorso del vincente Alejandro Gonzàles Iñarritu che dopo aver divertito il pubblico con battute ironiche su Michael Keaton, ha subito portato l’attenzione sui suoi connazionali affinché i loro diritti vengano riconosciuti nel paese in cui lavorano, alla confessione di Graham Moore (premio oscar miglior sceneggiatura non originale per il film <em>“The Imitation Game”</em>) sul bisogno di sentirsi diversi e infine, le parole di Julianne Moore e di Eddie Redmayne che hanno ricordato i malati di SLA e di Alzheimer, accogliendo grazie alle loro parole, una vera e proprio standing ovation dalla platea. Infine, il premio che l’anno scorso ha garantito un primato all’Italia grazie alla <em>“Grande bellezza”</em> di Paolo Sorrentino, quest’ anno è passato in Polonia per il film “<em>Ida”</em> di <strong>Pawel Pawlikowsky</strong> come miglior film straniero, mentre il miglior documentario se l’è aggiudicato <em>“Citizenfour”</em> . infine doppietta per la <strong>Disney</strong> che, per il secondo anno di fila si è assicurata la statuetta come miglior film d’animazione con “<em>Big Hero 6”. </em>Infine, per celebrare la più famosa notte del cinema, non poteva mancare il momento <em>In Memoriam </em>dedicato a tutti gli artisti che ci hanno lasciato tra cui Robin Williams, Virna Lisi e Anita Ekberg dimenticando però, il grande regista italiano Francesco Rosi.</p>
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