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	<title>mastercinematv.it &#187; Alessandro Luongo</title>
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		<title>Dietro la macchina da presa con Massimiliano Papi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 23:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Luongo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“Il regista è colui che riesce a raccontare una storia attraverso un proprio punto di vista; ma prima di arrivare a confezionare una qualsiasi opera audiovisiva con il proprio mood e il proprio stile, non basta saper trasgredire; al contrario, sarà necessario comprendere e assimilare fino in fondo i caratteri essenziali della messinscena e della [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400"><a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_3654.jpg"><img class="alignleft wp-image-3202 size-medium" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_3654-300x200.jpg" alt="IMG_3654" width="300" height="200" /></a>“Il regista è colui che riesce a raccontare una storia attraverso un proprio punto di vista; ma prima di arrivare a confezionare una qualsiasi opera audiovisiva con il proprio mood e il proprio stile, non basta saper trasgredire; al contrario, sarà necessario comprendere e assimilare fino in fondo i caratteri essenziali della messinscena e della composizione filmica”. E’ così che esordisce Massimiliano Papi, docente di regia televisiva del Master in Cinema e Televisione, nella sua prima lezione e autopresentazione agli allievi.  Dopo aver maturato una forte esperienza come aiuto regista e assistente alla regia nei centri di produzione </span><i><span style="font-weight: 400">Rai </span></i><span style="font-weight: 400">e </span><i><span style="font-weight: 400">Mediaset</span></i><span style="font-weight: 400">, Papi arriva a firmare la regia di diversi programmi televisivi, fiction, videoclip, film pubblicitari e molto altro ancora. Tra questi: </span><i><span style="font-weight: 400">Grande Fratello</span></i><span style="font-weight: 400">, </span><i><span style="font-weight: 400">Amici, Forum, Un posto al sole, La squadra </span></i><span style="font-weight: 400">e il recente </span><i><span style="font-weight: 400">Vite Straordinarie</span></i><span style="font-weight: 400">. Adesso, forte della sua esperienza, fornisce agli ambiziosi masteristi della neonata officina dell’audiovisivo del Suor Orsola Benincasa una diversa chiave di lettura sulla regia e sul mestiere del regista. “Punto di partenza essenziale &#8211; continua Papi &#8211; è la scomposizione dell’immagine, ossia una comprensione tecnica ed effettiva dell’inquadratura che permette di capire quale impronta intendete donare alla vostra storia”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Diversamente infatti da una prassi oramai consolidata che vede nella  rottura degli schemi e delle forme della messinscena l’arma più sentita per giustificare il proprio taglio stilistico, Massimiliano Papi preferisce procedere gradualmente nella costruzione di un punto di vista innovativo e propone per questo una rivisitazione dei cardini della regia che, se arricchiti, possono dar luogo ad uno sguardo filmico rinnovato e distintivo. Nella proposizione dei propri argomenti si spazia infatti dalla base dell’analisi dell’inquadratura allo studio dei formati televisivi, dalla definizione delle tecniche di ripresa alla realizzazione di un’intera sequenza narrativa, fino ad arrivare alla direzione artistica degli attori su un vero e proprio set cine-televisivo. </span>Una lezione , quella di Papi, che si è presto tramutata in un vero e proprio <strong>laboratorio di regia</strong> dove i giovani<a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_3663.jpg"><img class="alignright wp-image-3203 size-medium" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_3663-300x200.jpg" alt="IMG_3663" width="300" height="200" /></a> studenti sono riusciti concretamente a confrontarsi con la sperimentazione pratica di quelle regole che spesso connotano l’anatomia di un linguaggio, che diventano rappresentazione e che fanno sì che la percezione si tramuti in emozione. Grazie agli strumenti e alle tecnologie presenti al Master è stato infatti possibile condurre delle vere e proprie esercitazioni durante le quali  il docente ha approfondito alcune regole classiche della regia come: il campo e il controcampo, il principio del triangolo (più comunemente definito “regola dei 180°”) e la disposizione degli attori sul set.</p>
<p style="text-align: justify">Più complessa sembra essere invece la scelta del punto di vista narrativo attraverso l’occhio della macchina da presa sul cui posizionamento emergono spesso numerosi dubbi e interrogativi. <strong><span style="font-weight: 400">Secondo Papi la soluzione risiede nella centralità del racconto all’interno di qualsiasi opera audiovisiva e per questo spiega come in realtà ogni ruolo, inquadratura, movimento di macchina e posizione della cinepresa sul set venga in realtà deciso dalle scelte narrative che la storia inscenata impone di perseguire. “Non va dimenticato però &#8211; tiene a precisare Papi &#8211;  che una buona conoscenza del glossario filmico e della messinscena è sì fondamentale, ma sempre subordinata alla struttura narrativa della storia che si va a raccontare”.</span></strong></p>
<p><iframe width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/g2aXdqopYC8?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h5>*Il regista Massimiliano Papi fornisce le prime nozioni tecniche di regia agli allievi del Master in Cinema e Televisione</h5>
<p><iframe width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/yG2W2actoTs?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h5>*Il regista Massimiliano Papi spiega il suo rapporto con Napoli: tra &#8220;Un Posto&#8221; al Sole e &#8220;La Squadra&#8221;</h5>
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		<title>La regia secondo Gianfranco Pannone</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2015 17:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Luongo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“Fare il regista significa innanzitutto avvicinarsi alla realtà quotidiana e cogliere la sua ricchezza che spesso nessuno vede. Significa farsi portavoce di una rinnovata sensibilità, nutrita dalle esperienze che riempiono la vita di ognuno. E il cinema, si sa,  è sostanzialmente questo: una meravigliosa avventura di vita”. E’ con queste parole che Gianfranco Pannone, regista, docente e coordinatore [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">“Fare il regista significa innanzitutto avvicinarsi alla realtà quotidiana e cogliere la sua ricchezza che spesso nessuno vede. Significa farsi portavoce di una rinnovata sensibilità, nutrita dalle esperienze che riempiono la vita di ognuno. E il cinema, si sa,  è sostanzialmente questo: una meravigliosa avventura di vita”. E’ con queste parole che Gianfranco Pannone, regista, docente e coordinatore dell’area cinema del Master in Cinema e Televisione, si presenta per la prima volta agli allievi in questa neonata officina dell&#8217;audiovisivo nell&#8217;Università Suor Orsola Benincasa. </span>Pannone è un napoletano trapiantato a Roma, insegna da anni al Centro Sperimentale di Cinematografia a Cinecittà ed è autore di importanti documentari come <em>Ebrei a Roma</em> e il recente <em>Sul Vulcano</em>. Con le sue prime parole vuole smitizzare la regia, un mestiere basato su ciò che è umano e vicino a ognuno di noi anziché sull&#8217;ambizione per il potere creativo che molti desiderano.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400"><a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/12/Piccola-2.png"><img class="alignleft wp-image-3079 size-medium" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/12/Piccola-2-300x200.png" alt="pannone, master in cinema e televisione, regia" width="300" height="200" /></a>“Spesso &#8211; continua Pannone &#8211; ci lasciamo affascinare dalla figura idealizzata del regista, qualcuno che porta avanti ostinatamente la propria visione, elevandosi al di sopra degli altri mestieri del cinema. Invece si tratta di un mestiere che non vuole imporsi al mondo: vuole al contrario confrontarsi di continuo con la realtà esterna, dalla quale il regista non può fare a meno di ricevere l&#8217;influsso. In altri termini è il regista che va incontro al mondo, non viceversa.” </span>La figura ideale del regista secondo Pannone non va anteposta a quella della persona, &#8220;altrimenti c’è il rischio che la vita stessa venga fagocitata: il cinema non deve dominarla, anzi entrambi, vita e cinema, devono procedere parallelamente, sostenendosi a vicenda nella definizione di sempre nuovi punti di vista narrativi e personali”.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Il cinema italiano? Secondo Pannone fa ancora fatica a emergere, a reagire e a trovare una propria identità. Per questo il docente di regia del Master, forte della sua esperienza, incoraggia gli allievi a essere testimoni del proprio tempo, a calarsi emotivamente in una realtà che è difficile da raccontare e a non avere paura di inseguire uno stile personale. “Infatti &#8211; spiega Pannone &#8211; diversamente da quanto facevano i registi del Neorealismo, appena usciti dalla guerra mondiale, in Italia abbiamo difficoltà a confrontarci con i problemi della realtà esterna. Bisognerebbe più spesso tornare alla lezione di Cesare Zavattini, che prima di scrivere la sceneggiatura di un film conduceva attente ricerche sul campo e aveva poi il coraggio di raccontare ciò che spesso per uno spettatore è difficile da accettare. Intendo dire che assai spesso noi cineasti italiani camminiamo sulle macerie ma non le vediamo”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="font-weight: 400">A conclusione della sua autopresentazione, Pannone non può fare a meno di raccontare il suo rapporto con la città partenopea: “Napoli è una città difficile e vive nella complessità delle culture che l’hanno attraversata, ma al tempo stesso può essere un terreno fertile dove cogliere spunti interessanti per una nuova narrazione audiovisiva. Può essere un meraviglioso laboratorio per giovani registi”.</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="750" height="422" src="https://www.youtube.com/embed/GuhvVA2VopM?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h6>*Il regista Gianfranco Pannone, coordinatore e docente dell&#8217;area cinematografica al Master in Cinema e Televisione al Suor Orsola Benincasa, racconta la regia italiana agli studenti.</h6>
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		<title>&#8220;Bella e Perduta&#8221;: la grande bellezza secondo Pietro Marcello</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 16:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Luongo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Lì, nell&#8217;entroterra selvaggio del territorio campano, in quei luoghi ancestrali quasi ripudiati dal progresso della civiltà moderna dove l’individuo non riconosce più la natura antropica del suo essere e divenire, il viaggio di Sarchiapone e Pulcinella procede faticosamente verso i paesaggi incontaminati del Bel Paese, alla ricerca di una purezza che forse non potrà mai appartenere [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400"> <a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/11/1280x720-urs.jpg"><img class="alignleft wp-image-2777 size-medium" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/11/1280x720-urs-300x200.jpg" alt="1280x720-urs" width="300" height="200" /></a></span>Lì, nell&#8217;entroterra selvaggio del territorio campano, in quei luoghi ancestrali quasi ripudiati dal progresso della civiltà moderna dove l’individuo non riconosce più la natura antropica del suo essere e divenire, il viaggio di Sarchiapone e Pulcinella procede faticosamente verso i paesaggi incontaminati del Bel Paese, alla ricerca di una purezza che forse non potrà mai appartenere ad una razza umana.<br />
Questo viaggio non rappresenta l’incipit di una nuova commedia dell’arte bensì la risposta della tradizione ad un’avventura surreale divisa sempre tra la ricerca nostalgica del bello e la consapevolezza di uno scenario deturpato da un’umanità troppo presa dai  propri loschi interessi.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Presentato in anteprima a </span>Napoli<span style="font-weight: 400">, <strong><i>Bella e Perduta</i></strong> di Pietro Marcello, analizza con sensibilità la bellezza delle cose semplici di una natura che pian piano sta esaurendo le proprie risorse.<br />
</span><span style="font-weight: 400">E così, proprio in questo surreale e bucolico contesto, emerge l’anima sincera di un vitellino: il piccolo Sarchiapone, consegnato sin dalla nascita ad un infausto destino solo perché maschio e improduttivo; è lui il reale protagonista di questa storia. Proprio attraverso il suo sguardo innocente, si assiste sin dal principio all’amara visione della storia della Reggia di Carditello e di Tommaso Cestrone, il vecchio pastore che l’ha accudito e che per lungo tempo ha difeso quest&#8217;antica residenza borbonica dai menefreghismi del governo e dalle barbarie della camorra. Dopo la sua morte, avvenuta nel Natale del 2013, non solo scompare quel glorioso impegno civile che pochi riescono a portare avanti, ma svaniscono in particolare le speranze di sopravvivenza che il piccolo Sarchiapone in lui aveva riposto. E </span>così, dalle viscere del Vesuvio Pulcinella, eterna maschera della schiavitù, compare come figura di transito tra la terra dei vivi e quella dei morti  per occuparsi della sorte di Sarchiapone.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/11/001.jpg"><img class="alignright wp-image-2778 size-medium" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/11/001-300x200.jpg" alt="001" width="300" height="200" /></a><i><span style="font-weight: 400">“Questa &#8211; </span></i><span style="font-weight: 400">spiega il regista Pietro Marcello</span><i><span style="font-weight: 400"> &#8211; è un&#8217;opera basata essenzialmente sugli imprevisti; </span></i><i><span style="font-weight: 400"> l’intento iniziale del film era infatti quello di raccontare un viaggio in Italia attraverso la forma del documentario poi, a partire dalla morte di Tommaso, si è deciso  insieme allo sceneggiatore Maurizio Braucci di trasformare la storia in una fiaba </span></i><i><span style="font-weight: 400"> che non restasse circoscritta entro i confini dell’inchiesta, ma che invece riuscisse a liberarsi dalle contingenze del reale per farsi parabola universale”.</span></i></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Con </span><i><span style="font-weight: 400">Bella e Perduta</span></i><span style="font-weight: 400">, il regista casertano confeziona così un vero e proprio poema elegiaco, fatto audiovisivo unico nel suo genere; un’opera inedita che procede sulla falsariga del fiabesco, laddove il realismo degli interstizi e delle increspature non riesce pienamente a cogliere il potere evocativo di quell’ambiente disincantato.<br />
</span>Un ambiente dove finalmente uomo e animale ritrovavano quell’armonia dimenticata. O forse meglio, quella bellezza perduta.</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Venezia a Napoli: Mastandrea racconta la sua esperienza di produttore in &#8220;Non essere cattivo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2015 23:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Luongo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Venezia a Napoli è stata sicuramente un’ottima occasione per godere la visione di film che difficilmente verranno riproiettati sul grande schermo; tra questi la pellicola Non essere cattivo di Claudio Caligari è quella che si è imposta con maggior forza sia agli occhi dello spettatore più curioso, se si considera la ridondante notizia di un’inaspettata [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/10/IMG_3556.jpg"><img class="alignleft wp-image-2542 size-medium" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/10/IMG_3556-300x199.jpg" alt="IMG_3556" width="300" height="199" /></a>Venezia a Napoli è stata sicuramente un’ottima occasione per godere la visione di film che difficilmente verranno riproiettati sul grande schermo; tra questi la pellicola <strong><em>Non essere cattivo</em> </strong>di Claudio Caligari è quella che si è imposta con maggior forza sia agli occhi dello spettatore più curioso, se si considera la ridondante notizia di un’inaspettata rappresentanza italiana agli Oscar, che a quelli dei cinefili più pretenziosi.</p>
<p style="text-align: justify">Nell’ambito della manifestazione partenopea dedicata ai film presentati alla 72esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, la proiezione di<em> Non essere cattivo, </em>tenutasi al cinema Astra,  è stata preceduta da un breve incontro con Valerio Mastandrea, durante il quale l’attore romano ha raccontato la sua difficile quanto esilarante esperienza da produttore per una pellicola che ha duramente faticato a vedere la luce del proiettore.</p>
<p style="text-align: justify">Eppure in un arco di tempo relativamente breve si è passati dal rischio di non riuscire a realizzare affatto il film per mancanza di fondi, alla successiva comparsa sulla scena di grandi investitori e di istituzioni del cinema. Tant&#8217;è vero che si è pensato di produrre anche un documentario che racconterà l’incredibile traversata che la pellicola ha dovuto affrontare per giungere integralmente sul grande schermo.<em> “Ne ho viste di stanze del potere che voi umani non avete mai visto”</em> ironizza Mastandrea parlando dei finanziatori con cui ha dovuto interfacciarsi. <em>“Per noi era un traguardo inaspettato visto che all’inizio non avevamo niente. C’era solo Claudio per il quale il tempo stava per scadere: <em>un regista vero come non ne fanno più. Uno che si sporcava le mani, non come quelli che pontificano dall’alto senza conoscere a fondo la realtà”.</em></em></p>
<p style="text-align: justify">Ma ciò che il produttore ha teso maggiormente a sottolineare, arrivando al cuore del pubblico partenopeo meglio di qualsiasi altra pellicola mai inscenata,  è che questo film è stato il risultato di<a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/10/mastandrea-caligari.jpg"><img class="alignright wp-image-2520 size-medium" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/10/mastandrea-caligari-300x150.jpg" alt="mastandrea-caligari" width="300" height="150" /></a> un sentito lavoro corale e di una forte collaborazione tra persone che hanno creduto fortemente in questo progetto. <em>“Non essere cattivo &#8211; </em>ha infatti proseguito Mastrandea, <em>-  è  la più viva testimonianza di come il mestiere del cinema sia un mestiere frutto di un importante lavoro collettivo e di come le cose riescano meglio quando si fanno insieme; se riuscissimo a trasferire questa visione alla vita di tutti i giorni allora riusciremmo a capire quanto siamo niente senza le persone che ci circondano”.</em></p>
<p style="text-align: justify">Caligari può essere definito “<em>un intellettuale vero”</em> sempre diviso tra l’’attenta ricerca del perfezionismo tecnico ed estetico e l’ossessiva indagine sul campo della realtà periferica romana dalla quale spesso il regista, come il collega Pierpaolo Pasolini,  ritraeva le vite  talvolta meschine dei protagonisti delle sue storie.</p>
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		<title>&#8220;Suburra&#8221;: l&#8217;Apocalisse secondo Sollima</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 15:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Luongo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando si tratta di denudare la realtà socio-politica attuale e di mostrarne gli scandali e i complotti nascosti, ecco che il fenomeno criminale di turno non riesce a sottrarsi alla lente di ingrandimento-cinepresa di Stefano Sollima. Il regista romano inscena, secondo il cinisimo che lo contraddistingue, l’altra faccia di un contesto corrotto, perennemente camuffato sotto [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Quando si tratta di denudare la realtà socio-politica attuale e di mostrarne gli scandali e i complotti nascosti, ecco che il fenomeno criminale di turno non riesce a sottrarsi alla lente di ingrandimento-cinepresa di </span><b>Stefano Sollima</b><span style="font-weight: 400">. </span>Il regista romano inscena, secondo il cinisimo che lo contraddistingue, l’altra faccia di un contesto corrotto, perennemente camuffato sotto la maschera del perbenismo borghese, del partito politico di tendenza, se non addirittura della guida spirituale cui spesso si aggrappano inconsapevolmente le speranze dei più.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400"><a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/10/sub1.png"><img class="alignleft wp-image-2255" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/10/sub1.png" alt="sub1" width="340" height="227" /></a>Questa è l’anima di </span><b>Suburra</b><span style="font-weight: 400">, ultimo film di Stefano Sollima, tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, la cui uscita nelle sale è prevista oggi 14 ottobre. </span><span style="font-weight: 400">Dopo aver segnato emotivamente il pubblico cinefilo e non, prima con </span><span style="font-weight: 400"><i>Romanzo Criminale </i>poi</span><i><span style="font-weight: 400"> </span></i><span style="font-weight: 400">con </span><i><span style="font-weight: 400">Gomorra-La serie</span></i><span style="font-weight: 400">, il regista romano, inseguendo gli stilemi tipici del noir, riesce a dar vita sul grande schermo a uno straziante western metropolitano nel quale irrompono drasticamente, all’interno di una Roma cupa e trasandata, le torbide connessioni tra potere e criminalità. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">La pellicola, interpretata da attori di successo come </span><b>Elio Germano</b><span style="font-weight: 400">, </span><b>Claudio Amendola </b><span style="font-weight: 400">e </span><b>Pierfrancesco Favino</b><span style="font-weight: 400">, vede infatti intrecciarsi, “nei sei giorni che precedono l’Apocalisse”, le storie di alcuni eroi negativi che ruotano attorno al</span><span style="font-weight: 400"> progetto di una maxi speculazione edilizia, chiamata “Waterfront”,</span> <span style="font-weight: 400">che dovrebbe trasformare Ostia, il litorale romano, in una sorta di nuova Las Vegas. </span><span style="font-weight: 400">Per realizzarla servirà l&#8217;appoggio di un politico corrotto e di secondo piano, invischiato fino al collo negli affari della malavita. </span>Nell&#8217;antica Roma, d’altronde, la Suburra era proprio il quartiere dove il potere e la criminalità si incontravano in segreto. Oggi, oltre duemila anni dopo, quel luogo esiste ancora. Ed è il palcoscenico in cui l&#8217;ambizione personale raggiunge vette altissime; dove l’unica fede diviene il profitto.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400"><a href="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/10/sub2.png"><img class="alignright wp-image-2258" src="http://www.mastercinematv.it/wp-content/uploads/2015/10/sub2.png" alt="sub2" width="240" height="160" /></a>La città eterna resta nuovamente al centro di una narrazione audiovisiva nella quale la rappresentazione artistica di una bellezza metropolitana lacerata dalla decadenza e dai vizi morali, che già Paolo Sorrentino era riuscito a regalarci ne </span><i><span style="font-weight: 400">La Grande Bellezza</span></i><span style="font-weight: 400">, questa volta si perde nella putrida memoria di un sottosuolo ancora moderno in cui è forse proprio la “bruttezza” a prendere il sopravvento. </span><span style="font-weight: 400">E’ infatti lo stesso Sollima a presentare la pellicola alla stampa come “</span><span style="font-weight: 400">un racconto simbolico e allegorico su una città e sui Poteri che questa muove e dai quali è mossa. Se anche lo trovate d’attualità schiacciante, visti i fatti quotidiani al Campidoglio, potrebbe applicarsi a un periodo iniziato 20 anni fa e ancora in corso, e lo trovereste forse attuale anche tra 10 anni”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Nel frattempo è in cantiere l’ideazione dell’omonima serie TV prodotta da </span><b>Netflix</b><i><span style="font-weight: 400">.</span></i></p>
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