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E’ uscito nelle sale italiane The Program, ultima pellicola di Stephen Frears (Alta Fedeltà, The Queen) con Ben Foster, incentrata sulla vita del ciclista Lance Armstrong.

Il corridore all’inizio della sua carriera si ammala di cancro ai testicoli ma fortunatamente riesce a guarire e a tornare “in sella”. Nel suo percorso di cure incontra il medico Michele Ferrari ed insieme a lui inizia un  lungo periodo fatto di sostanze dopanti e vittorie che lo porteranno ad essere definito dal pubblico il ciclista imbattibile.

Ma mentre tutto il mondo lo ama e lo segue, il giornalista irlandese del Sunday Times David Walsh inizia a dubitare della sua rinascita: il reporter sottopone ad “autopsia” i trionfi del campione, soffermandosi ovviamente sulle pratiche di doping programmatico (da cui il titolo del film). Le prove emerse testimoniano che Ferrari ed Amstrong hanno messo in piedi uno dei programmi di doping più sofisticati che lo sport abbia mai visto.

La trama del film esplica molto bene tutte le tematiche legate a quel tipo di mondo: dai taciti accordi delle istituzioni e degli sponsor alla corruzione del mondo sportivo che  in nome del dio denaro denaro chiudono gli occhi.

Ma ciò che maggiormente colpisce della pellicola è l’accentramento delle colpe su Armstrong, definito come “l’architrave delle menzogne a pedali del ciclismo” incapace di dire basta all’eritropoietina, ormone prodotto dai reni umani utilizzato per facilitare il trasporto di ossigeno ai muscoli, proiettandolo  dallo status di leggenda a quello di bugiardo.

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