1441298093028Se pensate di entrare in sala con l’aspettativa di asciugarvi le lacrime di fronte all’ennesima love story proiettata in uno scenario futuristico dov’è soprattutto la persuasività dei mezzi di informazione a farla da padrona, allora The Lobster non è il film che fa per voi. Ma se invece vi affascina l’umorismo nero di un racconto che incatena le relazioni umane attorno al credo assolutista di una società deviata e distorta, allora probabilmente diverrà la vostra pellicola preferita. Questo perché non è tanto il genere fantascientifico ad animare la storia, ossia quello del controllo artificiale delle menti e della ripetitività dei messaggi a mo’ di propaganda, quanto piuttosto un puro surrealismo che fortunatamente gode anche un pò di quella vena creativa a cui i grandi autori del passato ci avevano abituato; e di ciò il regista Yorgos Lanthimos ne è consapevole, soprattutto a partire dall’allusione insita nel titolo dell’opera.

lobsterThe Lobster infatti è l’aragosta che non vorreste mai diventare nel caso in cui aveste delle difficoltà a vivere in coppia. Il film è ambientato in un futuro distopico nel quale è vietato esser single e chi non ha un partner (indipendentemente dalle preferenze sessuali) è costretto a presentarsi al famoso Hotel, un luogo freddo cupo e straniante, dove vige un’unica regola: se nell’arco di 45 giorni non troverai un compagno o una compagna, verrai trasformato in un animale a tua scelta. David, in seguito all’abbandono della moglie, arriva alla struttura insieme al fratello, appena mutato in un cane, per sottoporsi al medesimo trattamento. Ma rifiutando le logiche ambigue che governano quel luogo disumano, decide di fuggire nel bosco dove risiede la resistenza, che invece persegue una filosofia completamente opposta: nessuna intimità di coppia, pena una serie di torture barbariche. Ed è proprio qui che il protagonista incontra la sua anima gemella, andando contro praticamente ogni regola.

Dopo aver ricevuto il gran premio della giuria a Cannes, il regista greco Yorgos Lanthimos porta in sala un’affascinante black comedy per la prima volta tutta in lingua inglese, interpretata da una talentuosa Rachel Weisze e da un Colin Farrell fisicamente diverso rispetto al poliziotto meschino che avevamo imparato a conoscere in True Detective.

Entrambi i personaggi vengono infatti catapultati all’interno di una trama atipica dai risvolti altisonanti che alterna continuamente comicità, tragicità e violenza, senza però perdere di vista quel putrido sarcasmo che conferisce ancor di più alla pellicola il suo carattere pienamente allegorico: quello di una società che comprime ferocemente il libero arbitro in materia di sentimenti.

Del resto The Lobster si ascrive all’interno di quella new wave greca, di cui fanno parte anche Alexandros Avranas (Miss Violence) e Athina Tsangari (Attenberg), che rigetta la crisi del paese in quadri grotteschi e alienanti conditi con una fervida critica al ruolo della società attuale.

A proposito dell'autore

Nato a Napoli nel 1989, è laureato in Scienze della Comunicazione. Ha lavorato per l'emittente televisva Napoli Canale 21 con la quale ha svolto attività di redazione e post-produzione video. Cinefilo e videomaker sperimentale, ha ricevuto diversi premi per contest sul web e promossi da aziende come Enel e Virgin Radio. Appassionato anche di advertising e spot pubblicitari, attualmente è studente laureando in Comunicazione Pubblica e d'impresa presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa dove si interessa di Branded Content & Entertainment.

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