Dal 25 agosto, sarà disponibile su Netflix “Death Note”, il film ispirato al celebre e omonimo manga giapponese di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata. La storia segue le vicende di un brillante studente liceale che trova un libro dotato di poteri sovrannaturali: se il proprietario vi scrive sopra il nome di qualcuno, pensando al suo volto, quella persona morirà. Reso folle da questi nuovi poteri il ragazzo inizia ad uccidere quelli che non ritiene degni di vivere, a partire da piccoli delinquenti fino a importanti criminali, con lo scopo di creare un mondo migliore. La “pellicola”, tra le più attese su Netflix dei prossimi mesi, è diretta da uno specialista del cinema horror come Adam Wingard (Blair Witch, You’re Next), e interpretata da Nat Wolff (Città di Carta), Margaret Qualley (The Leftovers), Lakeith Stanfield (Scappa – Get Out), Paul Nakauchi (Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo), Shea Whigham (American Hustle) e Willem Dafoe (Spider-Man) come voce di Ryuk, il dio della morte che ha lasciato sulla Terra il diabolico quaderno.

Accusato di “whitewashing” (esagerata americanizzazione di un prodotto giapponese), il regista ha così risposto alle premature critiche: “Si tratta di una versione nuova della storia ambientata a Seattle. Non c’è alcun complotto per rimuovere la cultura giapponese da Death Note”.

 

di Luigi Iodice

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