“Il film è stato girato con il cuore, con tantissima passione”. Salvatore Ficarra e Valentino Picone, meglio noti come la premiata ditta Ficarra & Picone, stanno presentando a Napoli, ai giornalisti, il loro nuovo film “Il primo Natale”. “Abbiamo cercato veramente di inserire tutto quello che avevamo in corpo in questa produzione, quindi chiedo ai giornalisti di non spoilerare il finale del film e di lasciare intatta quella sensazione stupenda che dà il senso della scoperta”. Ma come comincia il film? Con un sacerdote e un ladro di reliquie che si ritrovano magicamente nella Palestina dell’anno zero, poco prima che nasca Gesù Cristo. “Ma in realtà siamo qui per parlare di Gattuso, vero? Scherzi a parte, volevamo ringraziare in anticipo il pubblico per averci aiutato a raggiungere un traguardo importante. Il film ha già superato i 600.000 euro di incasso, permettendoci di infrangere il record al lancio di un altro nostro film, ‘L’ora legale’”.

IMG-20191213-WA0004Nel film Massimo Troisi è citato più volte. La trama stessa potrebbe essere un rimando al famoso viaggio nel tempo che Troisi fece con Roberto Benigni. Come si affrontano eredità del genere?

“Più che una citazione – risponde Picone – direi che è un’esternazione di quello che siamo, perché ormai Troisi fa parte di noi. Non abbiamo mai nascosto il nostro amore per lui e per ciò che ha rappresentato. Per quanto riguarda il viaggio, credo che sia una delle situazioni che più si addica al comico perché mette automaticamente in scena un personaggio in un mondo in cui si sente come un pesce fuor d’acqua”.

“Quando Lello Arena – prosegue Ficarra – amico storico di Massimo Troisi nonché suo comprimario privilegiato ci invitò a Made in Sud per poter interpretare ‘l’Annunciazione’ ci sentimmo emozionati. Emozionati prima, durante e dopo la rappresentazione, sembravamo due bambini al Luna Park per la prima volta”.

Già che siete a Napoli, una domanda sorge spontanea: qual è il vostro rapporto con la tradizione del presepe?

“Beh, l’idea è partita da lì, dal presepe – spiega Ficarra –. Volevamo fare un ‘film di Natale’ diverso. La maggior parte dei film natalizi mettono al centro sempre Babbo Natale o le Renne. Noi abbiamo pensato: ‘Perché non facciamo un film proprio sul festeggiato, su Gesù?’. Ed è da lì che è partita l’idea del primo Natale, ovvero catapultarci nell’anno zero a Betlemme”.

“Io poi ho una richiesta importante da farvi: metteteci nel presepe, per favore! Vogliamo Ficarra e Picone anche sotto forma di pastori”.

Prima avete citato ‘Made in Sud’. I comici del Sud, che spesso si presentano in gruppo, si aiutano l’un l’altro?

“In genere è sempre così – dice Ficarra –. Il primo che entra aiuta gli altri a scavalcare, proprio come succede allo stadio”.

“Esatto – segue a ruota Picone –. Noi per esempio siamo sempre in contatto diretto con la Campania. Basti dire che un bravissimo regista come Edoardo De Angelis ci ha aiutato per gli script di ‘Andiamo a quel paese’ e per ‘L’ora legale’. Noi invece, quasi per ricambiare, abbiamo messo lo zampino in due suoi film: abbiamo dato un aiuto produttivo a due suoi bellissimi film, ‘Indivisibili’ e ‘Il vizio della speranza’”.

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