Il regista napoletano Francesco Prisco, già noto per “Nottetempo”, con “Bob & Marys – Criminali a domicilio” porta sul grande schermo un’attività del mondo criminale della città sul Golfo quasi completamente sconosciuta, tanto da non avere un nome specifico. L’ “accùppatura”, così definita dal regista, è la pratica criminale che costringe le persone a custodire in casa merce illecita. Questa è la sventura che capita infatti ai protagonisti del film, Roberto e Marisa, coppia monotona che reagisce al sopruso a tempo di Rock and Roll, ritrovando la passione e la vitalità perse.

Bob-Marys-Criminali-a-domicilio-copertinaIl film prende spunto da una storia vera capitata ad una persona vicina al regista. Prisco decide di riadattare la storia creando una commedia sociale con venature nere e un pizzico di grottesco. Più che ridere, il film fa sorridere e riflettere. Interessante l’inedita coppia di protagonisti: Rocco Papaleo e Laura Morante. I due attori hanno sposato la causa sotto ogni aspetto e, con la loro esperienza, sono riusciti a dare un contributo creativo molto denso. Pur essendo ambientata a Napoli, la storia non fa riferimenti espliciti alla camorra: una scelta del regista per raccontare qualcosa di diverso dalle fiction più conosciute, e che si avvicinasse piuttosto al mondo – per l’appunto grottesco – dei film dei fratelli Coen.

“Bob & Marys – Criminali a domicilio” è un film indipendente da aiuti televisivi e statali. Scelta rischiosa per Prisco e per la produttrice Annamaria Morelli, che hanno completato la lavorazione in sei settimane di riprese e con circa due milioni di euro in tutto. “È una commedia tenera e complicata su cui non tutti i produttori avrebbero scommesso”, dice Prisco durante la presentazione del film ai giornalisti. La Napoli del regista si allontana dalla Napoli vista più volte sul grande schermo e si avvicina piuttosto alla criminalità da ‘midwest’ di fiction come “Fargo”. “Con questo film – continua Prisco – abbiamo voluto cominciare a fare ironia sulla criminalità, con la speranza di portare una luce diversa su una città ricca di talenti e di meraviglie come Napoli. Vorrei che, una volta usciti dal cinema, qualcuno pensi per un attimo che la vicenda vissuta da Roberto Cammarota e da Marisa Bianchini non è per niente frutto della fantasia”.

Giulia Fornaro

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