Ci ha lasciato all’età di 84 anni Paolo Villaggio, un’icona del cinema comico italiano. Si è spento presso la casa di cura privata “Paideia” di Roma, dov’era ricoverato dagli inizi di giugno in seguito a complicanze dovute al diabete. Insignito nel 1995 della carica di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, e vincitore di numerosi premi cinematografici italiani (Nastro d’Argento, Leone d’Oro, David di Donatello), Paolo villaggio è ricordato soprattutto per il suo personaggio più iconico: il ragionier Ugo Fantozzi; nato come raffigurazione dell’uomo inetto e sfortunato vittima della prepotenza, Fantozzi è entrato nell’immaginario collettivo per la sua attitudine alla sudditanza psicologica verso il potere. Da sempre è l’esempio dell’uomo medio vessato dalla società e alla continua ricerca di un riscatto, proprio per questo è sempre stato tanto amato dagli italiani. Ricordiamo Paolo Villaggio anche per i suoi ruoli in Io speriamo che me la cavo di Lina Wertmüller, La voce della Luna di Federico Fellini (con il quale ha vinto il David di Donatello) e Il segreto del bosco vecchio di Ermanno Olmi (con il quale ha vinto il Nastro d’Argento). Nel corso della sua vita, oltre che attore per cinema, teatro e tv, Paolo Villaggio è stato anche doppiatore, regista, produttore, musicista e scrittore.

Personaggi come Villaggio ne nascono pochi…pur essendo icona di un’epoca per certi aspetti ormai lontana, la sua geniale comicità mancherà non poco al cinema italiano.

 

di Luigi Iodice

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